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I PITTORI ITALIANI DEL DOPO GUERRA – DI SOUVGE
– EDIZIONI SCWARTZ
IL
MERCATO ARTISTICO ITALIANO –1800
– 1900 – EDIZIONI PINACOTECA – TORINO
CATALOGO
BOLAFFI DIVERSE EDIZIONI
AVANGUARDIA
ARTISTICA NAPOLETANA – EDIZIONI SCHETTINO – NAPOLI
NUOVA
FIGURAZIONE E SUE REALTÀ – EDIZIONI PREMIO ARIANO IRPINO
STORIA
DI NAPOLI – EDIZIONE – S.E.S.N. – NAPOLI
INCHIESTA
SULLA CULTURA ARTISTICA A NAPOLI –
DI MICHELE PRISCO
LINEA
FIGURATIVA – EDITORE BUGATTI – ANCONA
ARTE
MODERNA ITALIANA DAL LIBERTY AL COMPORTAMENTISMO DI CARLO MUNARI
– EDITORE CONTE.
C.L.
RAGGIANTI – I MAESTRI DEL PROSSIMO TRENTENNIO – PRATO
UN
DIALOGO IMMANENTE DI LUIGI PAOLO
FINIZIO
I
TURBAMENTI DI NINO RUJU DI LUIGI COMPAGNONI
ALFREDO
GUIDA EDITORE
ININTERROTTI
TRANSITI – DI LEA VERGINE – EDITORE RIZZOLI
IL
COLORE DI NINO RUJU – DI DUILIO MOROSINI – EDIZIONE SERIO
LE
RAGIONI DELL’UOMO ARTISTA – DI ERMANNO CORSI – EDIZIONE
ANSELMI
SUE
OPERE FIGURANO:
MUSEO
CIVICO – ROMA –
COSTITUENTE GALLERIA DI ARTE MODERNA
LA
SPEZIA
MUSEO
D’ARTE MODERNA – CAPO D’ORLANDO – (MESSINA)
PINACOTECA
COMUNE DI PATRASSO – (GRECIA )
RACCOLTA
DI GRAFICA – ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STORIA DELL’ARTE
UNIVERSITÀ
DI PISA
REGIONE
CAMPANIA NAPOLI –
OPERA – LA TERRA TREMÒ – M.5X3
PARLAMENTO
EUROPEO STRASBURGO – L’OPERA – E DOPO……PER UNA PACE
PRIMA DEL DOPO – SALA I.P.E.100 – M5X3
RECENSIONE DEL MATTINO SULLA MOSTRA TENUTA A CITTA' DELLA SCIENZA
SETTEMBRE 2004
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Nino Ruju è un vivace e appassionato signore di poco più
di ottanta anni, che non ha smesso di divertirsi. La pittura - per lui -
continua a essere un’avventura, un gioco. Una scoperta, che si rinnova
di continuo, senza pause, né interruzioni. Una partita mai compiuta, in
cui gli imprevisti arricchiscono il lavoro, e invitano a compiere
virate, spostamenti, inclinazioni. A differenza di molti suoi coetanei,
Ruju non ama guardarsi indietro, per contemplare il passato e le
memorie. Rivolge il proprio sguardo intorno a sé, per individuare strade
mai battute, soluzioni tecniche ancora non adottate. Questa, la sua
forza. Da qualche anno, si è accostato alla computer art e alle nuove
tecnologie applicate all’arte. Rispetto a questo universo, non si è
posto in una posizione di prudenza o di retroguardia. Non ha esibito la
diffidenza tipica di chi è di un’altra generazione. Ha studiato la
ricerca portata avanti anche da molti giovani artisti. E, con ostinato
entusiasmo, ha accettato la sfida. Ed è entrato dentro il sistema delle
scritture informatiche. Un mondo che gli era sconosciuto, in cui è stato
difficile penetrare, Ruju ha imparato un altro linguaggio, che gli ha
consentito di aprire varchi inattesi. Le sue ”pitture digitali” - ora
esposte (fino a domenica) a Città della Scienza in una mostra
caratterizzata da un allestimento piuttosto approssimativo - ci
raccontano una svolta. Un ”cambio di passo” compiuto con cautela, quasi
con timore. Si succedono quadri - per lo più eseguiti nell’ultimo anno -
che presentano una figurazione in cui elementi realistici si intuiscono
ancora. Non uno stile compiutamente astratto. Ma un realismo visionario,
fatto di oggetti, di fiori. Tracce ambientali e urbane sono assorbite in
un vortice, che non dissolve mai la fisionomia delle cose. Dietro queste
scelte, si intuisce il senso del lavoro di Ruju. Che, in ogni gesto,
resta sempre un pittore. I suoi quadri si dispongono su un’ideale
soglia. Sono composti adottando i passaggi che sono consentiti dalle
strumentazioni informatiche. Ma rivelano anche evidenti echi tratti
dalle esperienze delle prime avanguardie novecentesche. Espliciti i
rinvii alle ”rigidità tubiste” di Léger e al dinamismo arrestato di
futuristi della seconda ondata come Dottori e Fillia. Ruju entra nel
digitale in maniera laterale. Sembra non sviluppare fino in fondo le
potenzialità di sfumature e di transiti che sono permesse
dall’informatica. Si serve del computer come se fosse un pennello, che
”genera” colori e linee sulla superficie. Legato a un’importante
tradizione. Sempre pronto a partire per viaggi ulteriori.
Vincenzo Trione |